Igino
Benvenuto Supino e la fotografia Immagini
per la storiografia artistica
di Paolo Giuliani
Copertina del libro
Con
il libro "Igino Benvenuto Supino e la fotografia", grazie
al recupero e allo studio del Fondo Malaguzzi Valeri, conservato
presso l’Archivio fotografico della Soprintendenza per i Beni
Storici, Artistici e Etnoantropologici di Bologna, sito nel
seicentesco Palazzo Pepoli Campogrande, è stato possibile ricostruire
un pezzo di storia della storia dell’arte e dell’editoria
d’arte bolognese, e non solo. Tra il 1915 e il 1918, Igino Benvenuto
Supino, docente di Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna,
donò al nascente archivio fotografico della Regia Pinacoteca
bolognese – gestita e curata dal neo direttore Francesco Malaguzzi
Valeri - una collezione di circa 500 fotografie. Molte
di queste furono impiegate, dallo studioso pisano, per le sue
prime pubblicazioni d'arte, edite dai Fratelli Alinari. Il libro
è corredato da quarantacinque immagini, e da un estratto della
scheda di catalogo del Fondo Malaguzzi Valeri, dal quale
provengono le fotografie pubblicate.
Il
testo è solo parte del lavoro di ricerca dell’autore, che ha avuto
il suo avvio nell’autunno del 2007. Nel libro, Giuliani, ha potuto
mettere a frutto i diversi anni di attività come collaboratore
presso l’Archivio fotografico della Soprintendenza suddetta. Raccogliendo
il materiale biografico esistente, è stato possibile procedere
ad una analisi storico-filologica di un fondo fotografico, da
diversi anni inventariato, che solo oggi, grazie a questo lavoro,
si avvia verso uno studio approfondito. Le prime informazioni,
per la datazione della nascita dell’archivio fotografico della
Soprintendenza bolognese (legata anche alla storia della Pinacoteca
di Bologna), iniziano a raccogliersi per merito di Corinna Giudici,
responsabile dell’archivio, dalla fine degli anni Ottanta. Bisognerà
però attendere il 2001 per tornare a occuparsi del ricco materiale
fotografico, con l’inventariazione, un restauro di qualche decina
di esemplari, seguito dall’esposizione di due positivi nella mostra
Lo Spazio il tempo le opere. Il catalogo del patrimonio culturale.
Solo oggi, in seguito al lavoro svolto, è stato possibile attribuire
una stampa fotografica che fu esposta in mostra, alla serie di
riproduzioni che Igino Benvenuto Supino donò a Malaguzzi Valeri.
Anche se le fotografie donate da Supino, costituiscono meno della
decima parte dell’intero fondo fotografico, il valore e l’importanza
storica che ci restituiscono sono di gran lunga superiori al dato
numerico.
pagina
con le fotografie di "Arte pisana" del 1904
pagina con le fotografie di "Arte pisana"
del 1904
Prima
di trasferirsi a Bologna per la sua lunga e prestigiosa docenza
universitaria, Supino era stato a Firenze, direttore del Museo
del Bargello, giunto dalla sua città natale, Pisa, alla quale
aveva lasciato in eredità il nuovo Museo Civico. La serie
di fotografie rinvenute, sono state fonte di numerose e importanti
scoperte, dal punto di vista dell’editoria storico-artistica.
Oltre a custodire numerose fotografie utilizzate da Supino
per le sue principali pubblicazioni, il fondo ci ha restituito
anche materiale iconografico impiegato per pubblicazioni di
altre importanti personalità, quali Corrado Ricci, Pasquale
Nerino Ferri e Marcel Reymond. Negli ultimi anni si è dato
risalto alla figura di Supino, riscoprendolo e valorizzandolo,
con una pubblicazione del 2006, Igino Benvenuto Supino
1858-1940. Omaggio a un padre fondatore, e con una mostra
– ancora in corso - presso il Museo del Bargello di Firenze,
dal titolo Il metodo e il talento. Igino Benvenuto Supino
primo Direttore del Bargello (1896-1906). Quanto si rende
pubblico, con i risultati delle recenti ricerche, ambisce
a divenire un tassello, da aggiungersi al luminoso e vasto
mosaico della biografia dello studioso pisano.
Bologna,
17 maggio 2010
Paolo
Giuliani. Dal 2001 è collaboratore presso l’Archivio Fotografico
della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici
di Bologna.
Laureato in Storia della critica d’arte e in Museologia all’Università
degli Studi di Bologna, si occupa di ricerca e progetti legati alla
tutela e divulgazione dei beni fotografici.