Introduzione
Di cosa parliamo?
I primi segnali
Per una storia...
Tre "questioni"
Il Guggenheim ama...
 

Work in progress

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Il Guggenheim ama la net.art ---------


..Finalmente è arrivata la notizia! Un'istituzione d'arte contemporanea come il Guggenheim di New York ha acquisito, dopo averle commissionate all'inizio del 2002, due opere di net.art per la sua collezione permanente. Quello che vedete scritto qui corrisponde al vero, sono stati pagati tra i 10.000 e i 15.000 dollari per i codici dei due capolavori.
Le opere in questione sono "net.flag" e "Unfolding Object", rispettivamente di Mark Napier e di John F. Simon Jr. Può essere difficile da credere, è comprensibile, ma dopo un po' di anni, di dubbi e titubanze, la net.art è entrata meritatamente a far parte dell'arte contemporanea.
...
Effettivamente tutte le istituzioni museali d'arte contemporanea dovrebbero seguire l'esempio del Guggenheim di New York, trattare finalmente la net.art come ogni altro fenomeno artistico contemporaneo, perché così è. In ogni epoca si sono avuti dei tempi morti per le nuove forme d'arte. All'inizio del Novecento, come noi oggi, anche Walter Benjamin - filosofo e studioso tedesco - si chiedeva cosa sarebbe successo della tradizione delle opere d'arte con l'uso della fotografia e del cinema.
Così noi oggi ci chiediamo cosa succederà con la net.art e la rete. Si possono ricordare anche le avanguardie, il Cubismo, il Dadaismo, il Futurismo che con l'ausilio delle tecnologie, la fotocamera e la videocamera, realizzavano opere del tutto stravolgenti e completamente lontane per i canoni e l'idea che si aveva delle opere d'arte.
...Negli anni '60, inoltre, il video l'ha fatta da padrona, questo ce lo ha dimostrato molto bene Warhol, per citarne uno solo, colui che ha cominciato per poi arrivare alla notissima Pop Art con la sua riproducibilità tecnica. Oggi finalmente, dopo vari tentennamenti e falsi allarmi, si può dire con certezza e convinzione che il nuovo fenomeno "d'avanguardia" è la net.art. Tornando alle opere custodite ed "esposte" al Guggenheim di New York, "Unfolding Object" consiste in un quadrato che svolge le sue altre facce attivato e stimolato dai click degli utenti, esplorando dinamicamente degli oggetti e verificando se si vuol seguire il percorso iniziato dagli utenti precedenti o iniziare un nuovo percorso.
Questa potrebbe essere definita creatività virtuale da parte dell'utente, una metafora azzardata? "Provate ad usare" quest'opera e vedrete. Interattività, questa è la parola magica della nuova avanguardia artistica. Non si erano mai usati termini come "provate ad usare" un'opera. Le opere fino a ieri si osservavano, contemplavano, ascoltavano , toccavano, ma usare in questo modo mi risulta nuovo.
..."Net.flag", invece, è un'opera che raffigura una bandiera mutevole che permette di stravolgere tutti i simboli nazionalistici delle rispettive bandiere fondendole e consentendo di cambiarne i colori e dunque metterne in crisi o meno l'identità dei territori che giustamente in rete cambia connotati.
...Queste di cui sopra ho citato fanno parte di un'arte che si insinua nelle nostre case, negli spazi della contemplazione, che scardina la cornice obbligata del museo o delle gallerie, i luoghi dove di norma l'arte può essere contemplata. Così può avvenire in ogni spazio domestico, in ogni camera delle nostre abitazioni dove ci sia un computer collegato in rete ed in futuro anche sui cellulari di terza generazione, con la tecnologia UMTS.

 

http://www.guggenheim.org/internetart/welcome.html

 

Paolo Giuliani

 

 

© GiulyArs 2000-2002