..Prima
di conoscere chi ha fatto e fa arte in rete voglio esprimere un'ennesimo
pensiero e rammentare anche alcuni concetti già chiariti.
Oggi molti
sanno, anche chi non si interessa all'arte, che tanti usano internet
come mezzo per creare e fare arte. Da non poco si realizzano opere in
rete, e oggi nasce, a mio avviso, la necessità di una metodologia critica
per questo tipo di fenomeno.
Chiunque usi come mezzo artistico le nuove
tecnologie e in particolare un mouse, una tastiera e un buon programma
di fotoritocco o di animazione, può chiamarsi net artista?
E' arrivato
il momento di fare delle distinzioni? Delle classificazioni? In Italia
ci sono nomi noti come Manuela Corti, Giacomo Verde, Tommaso Tozzi e
gli 01.org. A livello internazionale ci sono Joan Heemskerk e Dirk Paesmans
con il loro Jodi.org, Mark Napier e tanti altri.
Su
Napier bisogna assolutamente approfondire perché lo considero uno
dei più gradi artisti detti "net". E' un artista molto singolare,
una sensibilità da pittore unita ad un incredibile talento per le
tecnologie che lo rendono un personaggio estremamente complesso,
stimolante e interessante.Il
suo è uno dei pochissimi casi nel panorama della net.art in cui
forma e contenuto si coniugano in maniera innovativa e originale.
Da
i suoi progetti si può notare una profonda conoscenza del Web e
dei suoi meccanismi, che sono ironici e provocatori, ma sono anche
molto belli da guardare. Napier dice anche delle cose fondamentali
per capire il processo che ha seguito all'inizio della sua esperienza
inrete e ribadisce anche dei concetti già espressi da me sulla natura
dell'arte "in" rete:
"Ho avuto il primo accesso a Internet nel
1995 e ho messo alcuni dei miei dipinti sulla mia homepage. Poi
ho capito che questo medium era completamente diverso e lontano
dalla pittura. Già solo scansionando un'immagine cambiavo la sua
natura, poi, naturalmente, potevo creare tutti gli effetti che volevo
con Photoshop, fino al punto di annullare il lavoro originale. Poche
settimane dopo tolsi tutti i quadri dal mio sito e cominciai a giocare
con l'HTML per vedere cosa avrei potuto farci. Non ho più dipinto
dall'estate del 1995". Su questo artista avrò modo di approfondire
più avanti su tutte le creazioni che si trovano sul suo sito www.potatoland.org.
Dicevo,
ognuno di questi artisti ha personalizzato gli strumenti disponibili
per creare un determinato "oggetto", ma non tutti hanno lo stesso
modo di pensare e di fare arte. Si prenda il caso degli 01.org,
non si reputano artisti ma spettatori, ma il loro atteggiamento
può essere interpretato come un Duchamp che mette i baffi alla
Gioconda o, ad esempio, Manuela Corti, tra i primi net.artisti
italiani, come un Cèzanne che apre la strada e inizia un nuovo
modo di fare arte per i net.artisti del futuro (anche su questi
artisti sopra citati approfondirò più avanti).
E'
molto difficile delineare una corrente artistica.Quì si sta parlando di un determinato numero di artisti che opera
in un certo settore della comunicazione mediatica.
D'altronde la net.art non è una corrente artistica con i suoi canoni,
le sue regole e i suoi ideali ben precisi e studiati. Ogni artista che
sceglie di usare come mezzo di espressione le nuove tecnologie può,
o meno (non per contraddirmi), reputarsi NET.artista.
Il NET lo si può
paragonare, per fare un esempio, alla pittura ad olio. Nella storia
dell'arte nel '500 si usava molto questa tecnica pittorica, ma si è
tranquillamente usata sia prima che dopo, e ciò non determina che un
artista del '500 sia paragonabile ad uno del '700..Quindi, usando il
NET si può fare arte come si vuole, ma a mio giudizio, e non tutti la
pensano così, bisogna che nasca, come detto prima, una metodologia critica,
che analizzi e determini il panorama artistico che si sta delineando.
Questo
non vuol essere una storicizzazione bella e buona per comodità del sistema
dell'arte, intendo che chiunque realizzi una piccola sciocchezza e la
pubblica in rete e magari anche con l'intenzione di venderla, si possa
reputare arte. Ci sono molti "veri" artisti che sono riusciti a far
parlare di sè e ad avere successo. Questo perchè si è arrivati a capire,
ad analizzare e ad apprezzare un lavoro che visto superficialmente sembrava
una semplice creazione sensa senso, un'idiozia. Se vogliamo veramente
che non se ne parli solo in un ristretto circolo di persone che vogliono
capire e analizzare questo fenomeno, bisogna veramente che si cominci
a fare vera informazione come questo seminario, ad esempio.
·
Si può parlare di qualità in un opera di net.art?
· Come si valuta la qualità di un'opera di net.art?
· Quale e quanta attenzione il pubblico e le istituzioni dell'arte ..rivolgono
alla net.art?
A queste domande bisognerebbe dare delle risposte. L'obiettivo di questo
approfondimento del seminario vuole essere proprio quello di ampliare
l'investigazione sulla nascita, lo sviluppo e la diffusione della "net
culture", cioè la cultura di rete, nelle sue molteplici espressioni,
fra cui la net.art e l'attivismo in rete.
Riporto qui un piccolo pezzo di un'intervista fatta a Giacomo Verde
preso dal sito ExibArt.com: "Mi auguro che la maggioranza dei net-artisti
non si metta a fare opere per la storia della net-art, ovvero opere
dedicate ai neo-storici-della-net-art rintanati nelle diverse instituzioni
museali. Altrimenti, in questo caso, i peggiori nemici della net-art
sarebbero proprio i net-artisti."
Questo
pezzo ha come titolo "Per una storia…", continuando aggiungerei, "della
net.art". Ed è proprio quello che non vorrebbe Verde. Effettivamente,
giusto per ironizzare, queste righe le sto scrivendo proprio da un'
"istituto museale", la Pinacoteca Nazionale di Bologna, ma ciò non toglie,
che chi si vuole occupare di net.art e studiarla da "neo-storici-della-net-art"
non faccia gli interessi di chi realizza e crea opere…anche perché purtroppo,
e dispiace anche a me, già si sono verificati dei casi in cui dei net.artisti
hanno realizzato opere "per", e lo si continua a fare!! (la questione
è tutta da approfondire. P.S. Al termine del seminario ci sarà un
restyling del sito e un ulteriore approfondimento sui testi inseriti).