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Work in progress
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Nel
1996, evidentemente, era troppo presto per incominciare a riflettere sui
diversi tipi di arte in rete come facciamo oggi. In quel periodo "Atelier
d'artista" poteva essere chiamato come si voleva: net.art, web art o art
on the net (forse anche oggi quest'ultimo sarebbe più appropriato?)
Parlandone oggi, appunto, si può dire quasi sicuramente che si tratta di un'opera "pionieristica" di net.art. Dato che, per ovvi motivi tecnici, l'intero progetto fu trasferito su CD e "cancellato" dal web, e avendoci fatto anche una mostra "reale", ecco che si avvicina a rappresentare un'opera classificabile come "art on the net". Solo che, in questo caso il processo è inverso, invece che trasferire un'opera "tradizionale" in rete si è materializzata un'opera concettualmente astratta ed esclusiva della rete in materiale espositivo. Una cosa interessante si potrebbe fare, a parer mio: rimettere il sito on-line, fare un vero e proprio "recupero" dell'opera e "distruggere" ciò che ha materializzato l'opera, i CD. (Desiderio esaudito! (escluso la distruzione dei CD) 8/01/03) Quasi contemporaneamente ad "Atelier d'artista" nacque il termine "net.art". Qualcuno si domanderà, perché c'è un punto tra le due parole? Ecco perché: Il termine nasce per caso, forse è solo una leggenda, tra la posta elettronica di Vuk Cosic - artista sloveno - che alla fine del 1995 riceve da un mittente anonimo. Il testo del messaggio era incomprensibile, un'insieme di parole e di caratteri criptati. Le uniche lettere comprensibili che potevano avere un senso formavano due parole divise da un punto, ipotizzando una ricostruzione, poteva essere così: per esempio!
Fu proprio dalla rete, dunque, che uno dei primi artisti, che stava sperimentando un nuovo linguaggio, una nuova pratica artistica, ricevette il "nome" e battezzò quella che sarà poi l'attuale net.art. Fino a quel momento, nessuno si era mai preoccupato di dare un nome, una definizione, dei connotati alla propria attività, forse perché era un po' troppo prematuro. Oltre alla posta di Cosic, un altro evento fondamentale e importante per la "storia della net.art" avvenne all'inizio del 1997, quando sulla mailing list di "nettime" ci fu un vero e proprio dibattito tra critici e artisti del settore sui termini "net.art" e "art on the net". Alla fine, come oramai sappiamo bene, il dibattito diede come risultato la scelta e la conferma del termine "net.art" (con il punto) per la sua semplicità, ed alcuni dicono anche, per la sua eleganza! Un altro caso "particolare" di net.art è "Rain House" di Manuela Corti. Perché dico "particolare"?
Paolo Giuliani |