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I primi segnali
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Work in progress

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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I primi segnali---------


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Abbiamo specificato, fino ad ora, anche se brevemente, la differenza che c'è tra net e web art. La web art si distingue dalla net.art, anche perché, può essere veicolata - oltre che in rete - da supporti fisici come i floppy, i CD-ROM e i DVD.
La web art è un'evoluzione, se vogliamo, dell'arte elettronica e la video arte nata negli anni sessanta. Quest'arte nacque per sconvolgere, indagare e utilizzare creativamente il nuovo mezzo tecno-comunicativo che era la televisione.
Sono passati quasi dieci anni, da quando i primi pionieri creativi della rete incominciarono a sfruttare e adoperare gli strumenti che il web offriva.
Cominciarono allora le prime esperienze artistiche "trasferite" o realizzate in Internet.

Nel seminario è stato presentato, come uno dei primissimi progetti d'arte "per" la rete, l'opera di Franco Vaccari, "Artist's Atelier" del 1996.
Questo progetto, dopo un'anno di presenza on-line, fu trasferito su CD e cancellato dalla rete per motivi di spazio sul server, che allora era ancora un problema.
Questo lavoro consisteva nel raccogliere immagini di vari artisti di diverse nazionalità, del loro atelier, del loro luogo di creazione.
Nel 1996, evidentemente, era troppo presto per incominciare a riflettere sui diversi tipi di arte in rete come facciamo oggi. In quel periodo "Atelier d'artista" poteva essere chiamato come si voleva: net.art, web art o art on the net (forse anche oggi quest'ultimo sarebbe più appropriato?)
Parlandone oggi, appunto, si può dire quasi sicuramente che si tratta di un'opera "pionieristica" di net.art. Dato che, per ovvi motivi tecnici, l'intero progetto fu trasferito su CD e "cancellato" dal web, e avendoci fatto anche una mostra "reale", ecco che si avvicina a rappresentare un'opera classificabile come "art on the net".
Solo che, in questo caso il processo è inverso, invece che trasferire un'opera "tradizionale" in rete si è materializzata un'opera concettualmente astratta ed esclusiva della rete in materiale espositivo.
Una cosa interessante si potrebbe fare, a parer mio: rimettere il sito on-line, fare un vero e proprio "recupero" dell'opera e "distruggere" ciò che ha materializzato l'opera, i CD. (Desiderio esaudito! (escluso la distruzione dei CD) 8/01/03)
Quasi contemporaneamente ad "Atelier d'artista" nacque il termine "net.art".
Qualcuno si domanderà, perché c'è un punto tra le due parole?
Ecco perché: Il termine nasce per caso, forse è solo una leggenda, tra la posta elettronica di Vuk Cosic - artista sloveno - che alla fine del 1995 riceve da un mittente anonimo. Il testo del messaggio era incomprensibile, un'insieme di parole e di caratteri criptati. Le uniche lettere comprensibili che potevano avere un senso formavano due parole divise da un punto, ipotizzando una ricostruzione, poteva essere così:

per esempio!
Fu proprio dalla rete, dunque, che uno dei primi artisti, che stava sperimentando un nuovo linguaggio, una nuova pratica artistica, ricevette il "nome" e battezzò quella che sarà poi l'attuale net.art. Fino a quel momento, nessuno si era mai preoccupato di dare un nome, una definizione, dei connotati alla propria attività, forse perché era un po' troppo prematuro.
Oltre alla posta di Cosic, un altro evento fondamentale e importante per la "storia della net.art" avvenne all'inizio del 1997, quando sulla mailing list di "nettime" ci fu un vero e proprio dibattito tra critici e artisti del settore sui termini "net.art" e "art on the net".
Alla fine, come oramai sappiamo bene, il dibattito diede come risultato la scelta e la conferma del termine "net.art" (con il punto) per la sua semplicità, ed alcuni dicono anche, per la sua eleganza!
Un altro caso "particolare" di net.art è "Rain House" di Manuela Corti.
Perché dico "particolare"?
E' semplice. In realtà si tratta per metà di performance e per metà di net.art. Come per il progetto di Vaccari, anche qui si sta parlando di una delle prime opere in rete e di conseguenza non si può discutere del fatto che non essendosi realizzata esclusivamente in rete non sia net.art o web art, anzi, rende l'opera più originale e al di sopra delle evoluzioni che si sono avute avanti nel tempo.
Oggi, navigando in rete,c'è la necessità di doverfar questo tipo di classificazione,perché ci siperde tra milioni di pagine web.
La creatività in rete si è evoluta insieme all'evolversi delle tecnologie messe a disposizione, si sono trovati nuovi e diversi argomenti da trattare. Tutto questo panorama fa sì che l'espressione artistica si affermi sempre di più in Internet e che qualcuno si occupi di fare un po' di ordine!

Paolo Giuliani

© GiulyArs 2000-2002