Introduzione
Di cosa parliamo?
I primi segnali
Per una storia...
Tre "questioni"
Il Guggenheim ama...
 



Work in progress

 
 
 

Immagini da GiulyArs.net

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Introduzione--------

..Prima di cominciare con le argomentazioni trattate nel seminario, ci terrei ad anteporre a ciò una mia riflessione, tenendo come esempio il mio lavoro creativo, ovvero il sito di GiulyArs, che gestisco completamente, dai contenuti alla grafica, ai contatti con altri artisti.
Questo sito non è monotematico, parlo sempre di arte, certo, ma ne voglio cogliere tutti gli aspetti, senza escluderne nessuno.

..Il sito in sé è l'opera d'arte, indipendentemente dai contenuti, che siano opere di pittura o di scultura inserite in un contenitore, o altro ancora.
GiulyArs viene aggiornato periodicamente, direttamente in rete, senza mettere su un cantiere off-line e caricare tutto a lavoro completato, anche perché il lavoro non finisce mai. L'arte in rete è anche questo, è una comunità, un network che interagisce ed evolve, si trasforma, cambia idee, ritorna alle vecchie, è sempre in attività.
Volendo fare un paragone azzardato, posso paragonare la net.art, perché di questo sto parlando, al Dadaismo. Questa corrente artistica è incentrata sulla dissacrazione del culto dell'arte, si basa sul compiacimento del nulla, del paradosso e del nonsense, sul rifiuto completo dell'utilità dell'opera.
Dato che Dada non significa nulla, lo stesso può valere per la net.art.
I net.artisti non creano opere ma macinano, assemblano, "fabbricano file", con i quali vogliono affermare l'irregolarità e la provvisorietà della produzione artistica.
Un'opera di net.art in un museo si decontestualizzerebbe, perderebbe il suo significato, il suo motivo di esistere. La net.art è fatta per la rete, solo ed esclusivamente. Quando s'incontrano casi del genere, ovvero delle opere di net.art nei musei, significa che ci sono degli interessi commerciali dietro, sia da parte dell'ente museale e sia da parte degli artisti.
GiulyArs, anche contenendo opere di pittura e scultura, si evolve, aggiunge tasselli ad un mosaico che lentamente prende forma, o può anche perderla. E' poco corretto, secondo me, quando si afferma che un sito non è di net.art se è semplicemente una catalogazione della propria arte.
Bisogna conoscere e comprendere come lo si è fatto, con quale intento e quali processi hanno seguito ogni singola opera prima di essere messa on-line. Lo scopo di tale processo è di decontestualizzare le opere tradizionali, adattandole alla rete, senza però privarne del significato e del motivo d'esistere, anzi, grazie all'operazione di "metamorfosi", l'opera può acquistare maggior significato, se vogliamo, e conquista una nuova vita, un diverso modo d'essere "altro" da quello che potrebbe essere appeso al muro di una galleria.
Detto questo, se prendiamo un'immagine video e la scansioniamo mettendo il piccolo monitor della telecamera sullo scanner, ecco che trasformiamo il contesto e il significato di partenza del video, di ciò che viene raccontato, in un'immagine da usare per creare un'opera per il web.
Come per il video, lo stesso vale anche per delle sculture in legno o in gesso, messe materialmente sullo scanner e "trasformate", trasferite in un'altra dimensione dove si può, o meno, acquisire nuova vita e nuovo significato.
L'opera diventa arte quando viene eseguita su di essa un'azione creativa che influisce su ciò che fai e su cosa la fai, il come può essere anche secondario. Purtroppo tutto ciò non è visibile in rete, ma lo è solo il risultato finale. Su queste opere - parlo di quelle contenute nel sito - è come se venisse eseguita un "action-painting digitale informatizzata". Infine, un disegno a matita, modificato in un programma di fotoritocco, perde il suo significato in quanto disegno su supporto cartaceo, ma riacquista un nuovo significato, una volta diventato un'immagine digitale. Questa deriva, si, da quell'immagine "reale", ma che nella "realtà" ora non può esistere, esiste solo sulla rete ed è per questa che è stata realizzata. Altrove non avrebbe più senso.

Paolo Giuliani

 

"La mente in attività [...] parte da una cosa qualsiasi e va verso una cosa qualsiasi, senza interessarsi a nient'altro che al proprio percorso che è indipendente dal soggetto".

Paul Valéry, Quaderni, 1899

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