Petizione a favore della riapertura della Fototeca

del Dipartimento delle Arti Visive dell'Università degli Studi di Bologna

La Fototeca del Dipartimento Arti Visive dell’Università degli Studi di Bologna contiene materiali eterogenei per genesi e morfologia, di grandissima importanza documentaria per lo studio della storia dell’arte e della fotografia. È un luogo in cui la raccolta e la progressiva sedimentazione dei beni hanno coinciso esattamente, per più di un secolo, con la crescita e lo sviluppo dell’Istituto, con i percorsi di ricerca e di didattica.
Quantitativamente rilevante (oltre centomila fototipi), la Fototeca è formata da fondi con forte identità costitutiva, siano essi frutto della raccolta e committenza di studiosi e docenti, come dell’attività di fotografi professionisti, o derivanti dalla quotidiana pratica dell’insegnamento. Della Fototeca si è parlato ultimamente anche sulla stampa nazionale per la contestazione degli eredi Supino rivolta al Dipartimento delle Arti Visive, in merito alla gestione del patrimonio donato negli anni ’50, nonché della raccolta fotografica dello storico dell'arte Igino Benvenuto Supino, primo Professore di Storia dell'Arte dell'Ateneo bolognese (1906) e fondatore dell'Istituto di Storia dell'Arte.
La Fototeca è stata interessata, negli anni scorsi (con il fondamentale sostegno della Fondazione Carisbo), da un progetto di riqualificazione, in occasione del trasferimento del Dipartimento nella nuova sede dell’ex complesso di S. Cristina, in vista di un’organica riapertura al pubblico e futura pubblicazione on line del catalogo. Dopo una prima accurata fase di ricognizione, un lungo lavoro di progettazione per la corretta gestione dei materiali, l’avvio sistematico di catalogazione e digitalizzazione, da un anno e mezzo la Fototeca ha chiuso i battenti interrompendo bruscamente le attività ad essa connesse: non ultima quella didattica che ha portato molti studenti a contatto con materiali del tutto nuovi e sconosciuti. Vengono dunque meno la valorizzazione e la divulgazione del patrimonio fotografico, il suo valore storico-artistico connesso allo studio e alla ricerca e all'identità stessa del Dipartimento.
Chiediamo che i beni siano custoditi degnamente, studiati, catalogati e digitalizzati, messi a disposizione dell’utenza sotto la sorveglianza di personale competente e responsabile, affinché studenti, ricercatori, docenti, appassionati, possano usufruire di un bene della nostra Università e della collettività. Per rendere quanto detto realizzabile, l'Università dovrebbe consentire a personale specializzato, come avvenuto anni addietro, di riprendere il lavoro di inventariazione, riordino e catalogazione informatizzata dei fondi fotografici e consentirne lo studio mantenendo aperta la Fototeca al pubblico. Chi scrive ha avuto modo di percepire, solo minimamente, quanto uno dei fondi custoditi nella Fototeca del Dipartimento (fondo Supino) possa riservarci molte importanti scoperte. Appoggio e ammiro gli sforzi di chi, sia all'interno dell'Università sia all’esterno, sta cercando di sensibilizzare studenti e colleghi, divulgando la conoscenza di questi materiali, di questi beni quali sono le fotografie e i preziosi e rari volumi della biblioteca. Chiedo qui, in questa sede, a tutti coloro che hanno a cuore la causa che presento e che sostengo, a tutti coloro che in questa biblioteca hanno studiato e studiano, a chi sostiene (e a chi è tenuto a sostenere) la cultura e il sapere, la tutela, la conservazione e la valorizzazione dei beni storico-artistici, di firmare a favore della riapertura della Fototeca del Dipartimento delle Arti Visive dell'Università di Bologna.

La petizione è stata ritirata, ringrazio tutti coloro che hanno firmato. La lettera con le firme verrà spedita al Rettore dell'Università di Bologna, il direttore del Dipartimento delle Arti Visive e ai ministri Bondi e Gelmini. Terrò aggiornata la pagina con gli sviluppi che seguiranno.

Paolo Giuliani

Bologna, 09/12/2010

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