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"[…]
L'inventario è coscienza di responsabilità e di onore.
Lo
stato ci affida tesori d'Arte e noi abbiamo il dovere di registrarli
e di consacrarli sulla carta."
Enrico Mauceri, Riassumendo una vita, Bologna, 1960.
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Frontespizio del Catalogo della Regia Pinacoteca
di Bologna di Enrico Mauceri (1935). |
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In
questa difficile stagione lavorativa per i Beni Culturali, un
pregevole esempio di tenacia e professionalità arriva da Enrico
Mauceri, funzionario instancabile, grande conoscitore e riformatore.
Le sue abilità storico-artistiche, supportate da un costante
rigore scientifico, emergono dagli interventi operati per la
conservazione e valorizzazione del patrimonio italiano. Vissuto
tra il 1869 e il 1966, è stato un longevo lavoratore zelante
e un "ricercatore di razza", come ebbe a descriverlo il suo
allievo Stefano Bottari, inserito nel periodo di forte crescita
ed espansione della disciplina museale.
Attivo in Sicilia, sua terra d'origine, tra le fine dell'Otto
e i primissimi decenni del Novecento, si spostò nella capitale
e successivamente in area emiliana negli anni Trenta. La sua
formazione avvenne in quello snodo storico in cui andavano rinnovandosi
il linguaggio della critica e i canoni razionalistici di esposizione
all'interno dei musei, altresì affiancati dal consolidamento
della Storia dell'arte, di cui Mauceri fu un giovane professore
nell'unico liceo ginnasio di Messina.
Gli insegnamenti degli anni romani, ricevuti dall'egregio Adolfo
Venturi, ne raffinarono le qualità di illustratore d'arte descrittivo
ed elegante, allenato nel metodo classificatorio di comparazione
delle opere. Il suo modus operandi durante i ripetuti incarichi,
si distinse per la scrupolosa attenzione alla catalogazione,
associata alla ricerca documentaria d'archivio. Infatti ovunque
fosse destinato si dedicava personalmente alla compilazione
degli inventari, integrati a testi formali e sensibili. Orientato
al conservatorismo, perseguiva finalità di tutela e velleità
di scoperta.
Lavorò con tale rettitudine anche per la Regia Pinacoteca di
Bologna, che fu chiamato a dirigere nel maggio del 1929. L'incarico
seppur circoscritto a soli sette anni, ebbe un peso considerevole
nella sua carriera, in quanto affidatogli a seguito della morte
del precedente direttore Francesco Malaguzzi Valeri.
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Mauceri
a quel tempo sessantenne, si ritrovò a dover riequilibrare l'ambiente,
dipanando la vicenda intricata di cui era stato protagonista
il suo predecessore, accusato della vendita impropria di circa
duecentocinquanta quadri in deposito in Pinacoteca. Fece fronte
al procedimento penale intentato dal Comune di Bologna regolarizzando
le raccolte con denunce dei pezzi mancanti all'autorità giudiziaria,
e ripristinò la raccolta al fine di rilanciarla pregevolmente
nel contesto cittadino e nazionale. Non solo si apprestò al
riallestimento dell'Istituto, ma collaborò operosamente nella
comunicazione degli interventi con una accurata attività letteraria
svolta di pari passo con la risistemazione. La sua cospicua
bibliografia [1] documenta una capacità di approccio paritetica
sia a tematiche che a epoche diverse tra loro, sviluppata analizzando
i singoli testi figurativi senza alcun preconcetto né influenza
di gusto. Ciascuna descrizione veniva affiancata ed integrata
da fotografie, di cui Mauceri si avvalse moltissimo ritenendole
indispensabili ai fini della divulgazione.
Negli anni bolognesi scrisse con regolarità, collaborando attivamente
con varie testate; il maggior numero dei suoi interventi comparvero
su "Il Comune di Bologna", per cui scrisse circa trenta contributi
negli anni compresi tra il 1930 e il 1939, continuando a collaborare
con l'ambiente culturale del territorio anche dopo il suo trasferimento
a Modena nel '36.
Il filo rosso che legò gli articoli fu l'intento di porre all'attenzione
della critica, e altresì di una porzione di fruitori non specialisti,
una rivalutazione di ciascuno degli artisti ancora poco conosciuti,
probabilmente col preciso obiettivo di superare lo scandalo
delle dispersioni del Malaguzzi Valeri, in un ottica di continua
ricognizione dei meriti artistici locali. A seguito di un'attenta
organizzazione, inventariò e in parte espose la raccolta Lambertini
di antichi disegni e stampe, portando in luce figure di artisti
di cui non si conosceva il nome. Estrasse curiosità per gli
appassionati in saggi perlopiù brevi che non superavano le quindici
pagine, ricchi però di preziose riflessioni, spunti e parole
d'incitamento verso una maggiore analisi degli argomenti trattati.
Utilizzava un linguaggio asciutto e mai eccessivamente celebrativo,
tanto più nei suoi articoli di giornale, purtroppo oggi difficilmente
consultabili. Ebbe modo di precisare questi approfondimenti
durante la preparazione del catalogo generale della Pinacoteca,
redatto in due versioni e dato alle stampe nel 1931, e poi nel
1935. Si avvalse del canovaccio manoscritto mai pubblicato di
Malaguzzi Valeri, corredato delle postille aggiunte dall'autore
- il cui originale è ancora oggi custodito presso l'Archivio
Storico della Soprintendenza - ma di questo ausilio, in entrambe
le edizioni della Guida, non fece menzione. Lavorò a partire
dalle informazioni ricevute e alle quali aggiunse i risultati
delle proprie nuove attribuzioni, facendo conto anche degli
interventi di restauro, detti "resurrezioni bolognesi", su pezzi
già esposti, ed altri, di consistente valore ritrovati nei magazzini
del deposito. Corredò i testi con un dettagliato apparato fotografico,
reperito principalmente nel Gabinetto fotografico del Ministero
della Pubblica Istruzione, ed anche negli archivi delle "ditte"
Alinari, Brogi, Sansoni e Nesti, Croci, Poppi, Anderson ed ancora
in quello dei Fratelli Bolognesi .
Per la risistemazione della Pinacoteca partì da un'ipotesi di
lavoro non avvalorata fino ad allora, ovvero "raggruppare i
dipinti cronologicamente e per iscuola"[2] : organizzò un percorso
di trentadue sale equilibrate, con finalità che si spinsero
oltre i confini storici delle raccolta di oggetti d'arte, mirando
piuttosto al godimento e all'utilità per il visitatore.
Il siciliano dette luce alla sua sede di via Belle Arti, contribuendo
alla riscoperta di singoli momenti storici della produzione
artistica bolognese, in concomitanza con le ricerche universitarie
svolte dal Professor Roberto Longhi. Si inserì dunque fortemente
nel tessuto cittadino, affinché emergessero con lustro e spessore
vecchi e nuovi aspetti della cultura locale. Ciò dimostra quanto
Enrico Mauceri sia stato uomo del suo tempo, contribuendo con
la sua quotidiana operosità ad accelerare il processo di rinnovamento
culturale.
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Note
[1]
Nel 1969, in memoria del terzo anniversario della morte, è stata
pubblicata a cura dei figli, la Bibliografia ufficiale di tutti
gli scritti. La sua attività è stata suddivisa tra Monografie,
Scritti d'arte e di storia pubblicati in periodici ed articoli
apparsi in giornali. Attualmente si può ritenere che questo
elenco non sia del tutto completo, malgrado il numero dei titoli
ammonti a quattrocentosessantotto.
[2] E. Mauceri, La Pinacoteca di Bologna, in "Il Comune
di Bologna", Dicembre 1931, p. 3.
Bibliografia
A.A.V.V., Bibliografia di Enrico Mauceri: in memoria, nel
III anniversario della morte, a cura dei figli, Bologna,
Tipografia Compositori, 1969.
A.A.V.V., Dizionario Biografico dei soprintendenti storici
dell'arte (1904-1974), Bologna, Bonomia University Press,
2007, pp. 359-369.
A.A.V.V., Enrico Mauceri (1869-1966) storico d'arte tra connoisseurship
e conservazione, atti del convegno di studiPalermo 27-29
settembre 2007.
BOTTARI, S., Ricordo di Mauceri, in " Il Resto del Carlino",
Bologna, 7 luglio 1966.
LUDOVICI, S. S., Storici, teorici e critici delle arti figurative
d'Italia dal 1800 al 1940, in Enciclopedia biografica
e bibliografica italiana diretta da A. Ribera, Roma, 1942,
pp. 229-231.
SCIOLLA, G. C., La critica d'arte del Novecento, Torino,
Utet libreria, 1995, pp.
VENTURI, L., Storia della critica d'arte, Torino, Einaudi,
2000.
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Il testo pubblicato è un estratto della tesi
di laurea in storia della critica d'arte discussa presso il Dipartimento
di Arti Visive (Facoltà di Lettere e Filosofia) dell'Università
di Bologna:
C. Principale, Enrico Mauceri a Bologna 1929-1936, anno accademico
2006-2007, relatrice prof.ssa Marinella Pigozzi.
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