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Asinelli
fetida e Porte restaurate Bologna,
07/10/2009
Sono
solo pochi mesi che le Porte dell'ultima cerchia muraria medievale di
Bologna sono state restitutite alla città, dopo un lungo restauro.
Ebbene, queste versano già in un triste stato di abbandono! Erbacce
che crescono rigogliose e piccioni che vincono le difese di aghi e fili
non sufficienti.
Una
città come Bologna dovrebbe curare il decoro delle sue bellezze,
degli antichi testimoni della sua storia.
Altro esempio sconcertante è la condizione in cui versa l'area
dei simboli della città, le Due Torri. Per accedere alla
Torre degli Asinelli, coraggiosi turisti e visitatori della città,
sono costretti a sopportare un fetido nauseante odore di urina! La pulizia
del maggior monumento della città, credo, debba essere quotidiana,
e invece, passando periodicamente sotto la torre, provoca tristezza
constatare in che stato di degrado versa.
Bologna
0 - Degrado 1 Bologna,
26/09/2006
E'
un brutto periodo per la città di Bologna, di certo non è
l'unica, nel nostro paese, a subire l'incuria e l'indifferenza da parte
delle istituzioni prima, e di gran parte della popolazione poi. Si avverte
un certo degrado che la sta facendo da padrona.
Una volta era la città dell'efficienza dei servizi, della tranquillità,
della sicurezza. Cosa sta succedendo a questa fantastica dotta e grassa?
Sporcizia, falle nei servizi pubblici, violenza, indifferenza da parte
delle istituzioni...ecco cos'è, forse è quest'ultima cosa,
se non l'indifferenza, l'incapacità da parte delle istituzioni
di stare dietro ai problemi della città. Nel nostro piccolo,
anche noi cittadini dovremmo contribuire a denunciare tutto ciò
che non va. Abbasso l'omertà, questa "brutta malattia"
è difficile da guarire, se scoppiasse un'epidemia sarebbe la
fine!!!
Rimbocchiamoci le maniche, dobbiamo assolutamente recuperare, vincere
la partita contro il degrado morale, sociale e civile.
Caso
Armani-Writers 21/09/06
Saranno pure artisti da tutelare, ma è inconcepibile
che un'artista abbia nel sangue, al giorno d'oggi, il desiderio di ricoprire
con la propria "opera" i muri di palazzi storici delle nostre
città. Passi per i muri delle periferie delle grandi metropoli, ormai luoghi sacri e deputati a questo tipo di espressione artistica, ma giù le mani dalle città, dai centri storici. Cito il caso di un quartiere bolognese, che ha commissionato di sua iniziativa, l'intervento di artisti per decorare con murales una parte di un giardino pubblico all'interno di un'area dismessa. Ci sono modi e modi per esprimere la propria arte, ma, come credo sia chiaro il mio pensiero, è solo inciviltà quella che vediamo sui muri dei palazzi delle nostre città.
Fuga
dalla Pinacoteca
27/03/04
E'
ormai risaputo che il setore dei Beni Culturali in Italia è in
crisi. Non esistono più concorsi e gli aspiranti ad un posto
in questo settore sono ormai dei precari.
La Pinacoteca di Bolognaè uno dei musei più belli del
nostro paese. A causa della carenza di personale di custodia (ovvero
gentili signori che sorvegliano le sale del museo) può capitare
che un turista, uno studente, un gruppo possa trovarsi delle sale chiuse!
Tutto questo è assurdo. Il visitatore paga il biglietto ed è
costretto a rinunciare ad ammirare e contemplare un Raffaello, un Perugino,
un Parmigianino?
Negli ultimi tre anni c'è stata una "fuga" del personale
di custodia dalla Pinacoteca. Perchè? Perchè non assumono
altro personale? Perchè inseriscono negli uffici della Soprintendenza
custodi che non hanno voglia di fare i turni nelle sale del museo?
Lettera pubblicata su "La Repubblica - Bologna"
del 30/03/04
Piazza
Bentivoglio
04/04/04
Fermate la costruzione dell'edificio di "Piazza Bentivoglio"!
Fate in modo che quell'area davanti lo storico palazzo diventi una graziosa
piazzetta.
Esiste gią un progetto per la realizzazione di una piazza, ma chissą
per quale motivo si č scelto di costruire un edificio nuovo all'interno
del centro storico tra via Belle Arti e via Castagnoli. Certo, molti
avranno pensato al possibile degrado che potrebbe susseguire in una
zona come quella universitaria, dove persone senza fissa dimora decidono
di "alloggiare", "spacciare" nelle piazze e sulle panchine del quartiere.
Su La Repubblica di domenica 4 aprile č stato pubblicato l'allarme lanciato
dai cittadini, speriamo che prendano in considerazione le nostre voci
e decidano di fare marcia indietro e dare dignitą ad un luogo ricco
di storia.
Salvate
Cimabue 07/04/04
Liberatelo!
E' in gabbia nella chiesa di Santa Maria dei Servi!
Le opere nate per essere esposte in una chiesa è giusto che restino
lì. Ma nel caso della Maestà che è attualmente
conservata nella chiesa, mi sento in dovere di dire che starebbe meglio
in un museo che possa garantirne una migliore leggibilità e fruizione,
ma soprattutto una migliore conservazione.
Certo non si può chiedere di portare via tutte le opere dalle
chiese e metterle in un freddo museo e magari decontestualizzarle! Ma
in questo caso si!
La cappella sembra una gabbia, si vede male il dipinto, è umida
e mi azzardo a dire che all'interno è possibile che possano entrare
"agenti inquinanti" dalle due piccole finestre che danno su
Strada Maggiore e metterne a rischio nel tempo la conservazione.
Tutela
e conservazione 19/07/04
Bologna cittą d'arte, proprio cosģ.
Oltre a preoccuparci per la sanitą, l'ambiente e i servizi al cittadino,
il tram, il degrado di piazze e vie, credo sia anche il caso di preoccuparci
del nostro patrimonio storico-culturale. Ritengo che la celebre statua
del Nettuno sia importante per questa cittą come il David lo č per Firenze.
Nella cittą toscana pensarono gią alla fine dell'ottocento di salvare
l'opera conservandola nelle gallerie dell'Accademia per poi sostituirla
con una copia fedele fuori il Palazzo della Signoria.
Oggi credo si debba fare lo stesso per "il nostro David".
Gią si era pensato di fare lo stesso per la statua di S. Petronio, ricollocata
di recente all'ombra delle due torri, realizzare una copia e far tornare
l'originare al riparo nella cappella della basilica che la conservava
fino a qualche anno fa. Non parliamo poi di come viene "conservata"
l'opera di Cimabue nella chiesa di S. Maria dei Servi.
Forse potrei sbagliarmi, ma inviterei chi di competenza ad effettuare
un sopralluogo nella cappella e verificare se le condizioni ambientali,
umiditą e quant'altro ma anche problemi riguardanti la fruizione dell'opera
siano adeguati.
Ci sarebbe molto ancora da dire.
Lettera
pubblicata su "La Repubblica - Bologna" del 21/07/04
Paolo
Giuliani
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Critica
e riflessioni sull'arte
La
poetica grafica
di Leonardo, Raffaello e Michelangelo
Leonardo,
con il suo sfumato, cerca di avviluppare le figure nell'ambiente che
le circonda, le avvolge, le fonde con l'atmosfera da lui studiata
e indagata attraverso il disegno, la sua intensa attività grafica,
alla continua ricerca dei fenomeni della natura.
Raffaello,
grazie alle sue altissime doti di disegnatore e alla sua sensibilità,
realizza delle splendide immagini "pittoriche" attraverso
il disegno. Grazie alle influenze dell'arte classica, di Leonardo,
Michelangelo e alla sua educazione peruginesca, è in grado
di fondere - in questo caso non come Leonardo - le "maniere"
di tutti i suoi in uno stile personalissimo ed originale, indagando
sugli affetti, sulle emozioni, sul rapporto psicologico tra i soggetti
rappresentati.
Michelangelo
invece, è scultore nell'anima. Attraverso il disegno (specialmente
nella fase iniziale e centrale della sua carriera, ne farà
un uso strumentale) egli cerca di creare delle sculture su carta,
anche quando progetta opere di pittura. Staglia le figure con una
incisiva linea di contorno, sbalza le figure la foglio, come con un
cesello, con uno scalpello, con la penna, la matita, "scolpisce"
le sue figure sulla carta, le rende aggettanti, quasi per toccarle,
per sentirne al tatto le curve, le forme...
Paolo
Giuliani
Bologna,
22/02/2008
Le
aureole di Francesco Francia nella pala Bentivoglio
in
fase di realizzazione
Jacopo Avanzi e la sua eredità artistica
Masaccio e Piero della Francesca sono passati per Bologna? Hanno avuto
modo di visitare gli affreschi di Mezzaratta?
A mio giudizio, i due artisti sono stati influenzati dagli affreschi
e in modo particolare da quelli di Jacopo Avanzi nella rappresentazione
de "La strage degli Ebrei idolatri".
Ma può essere possibile anche che siano venuti a conoscenza delle
opere del nostro artista eseguite a Padova, al seguito di Altichiero
nella cappella di S. Giacomo.
Qui si può osservare come Jacopo Avanzi anticipa in un certo
senso i modi del fare artistico quattrocentesco, lasciandosi alle spalle
lo stile, anche se ovviamente in modo graduale, della pittura del suo
secolo di appartenenza, ovvero, parlando delle opere in questione, la
seconda metà del Trecento. Osservando in particolare, nella cappella
padovana, la sesta lunetta, dove le posizioni assunte dai cavalli sono
stupefacenti, con una piena volumetria plastica, dove l'artista ha osato
una prospettiva del tutto nuova e innovativa per quei tempi e per tutta
la pittura del Trecento.
Certo, qui siamo lontani dagli insegnamenti e dagli esempi di Giotto,
magari in Jacopo Avanzi si può vedere una influenza più
estrosa e dinamica presa in prestito, più probabilmente, da Vitale
da Bologna. Per questo esempio voglio addirittura osare aggiungere un'altro
ipotetico "osservatore" e "fruitore" del Quattrocento
come Paolo Uccello, che ricordiamo, è stato operativo anche a
Bologna dove rimangono frammenti di un affresco nella Chiesa di S. Martino.
Importante è anche l'osservazione della seconda lunetta della
cappella padovana col "Battesimo di Ermogene".
Altro e non ultimo elemento fondamentale è l'immagine del volto
del San Giovanni della Crocefissione della Collezione Colonna a Roma.
Oggi, tra l'altro, non possiamo sapere quali altre ipotetiche opere,
magari perdute o ancora nascoste che attendono di essere liberate da
chissà quale nascondiglio che il tempo e la storia ha tolto alla
nostra visione e conoscenza, possano esistere o essere esistite.
Questa
ovviamente è solo una provocazione, sarà il pretesto
per approfondire l'argomento per cercare di dare valore a questa tesi.
Paolo
Giuliani
Bologna,
29/09/2004
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