La
Collezione Tabarroni 
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Duecento
incisioni del Novecento europeo saranno prossimamente esposte
nelle Sale delle Belle Arti. Provengono dalla singolare collezione
di quasi duemila stampe, acquistata di recente dalla Pinacoteca
Nazionale di Bologna, dopo essere appartenuta a Luciana Tabarroni
(Bologna, 1923-1991), appassionata studiosa di letteratura e
di arti figurative, allieva di Roberto Longhi e amica di Francesco
Arcangeli.
La mostra, realizzata grazie al contributo di UniCredit Banca,
mette in luce uno dei più interessanti casi di collezionismo
di grafica nella storia bolognese; infatti la Tabarroni può
dirsi erede di una lunga discendenza di collezionisti di grafica,
figure di nobili e di borghesi, di artisti e di studiosi, emergenti
a Bologna tra Sei e Settecento. Il percorso espositivo è esemplato
sui criteri selettivi e organizzativi impressi alla raccolta
dalla collezionista, in un arco cronologico compreso tra i primi
anni Cinquanta e lo scorcio degli anni Ottanta.
Sulla base di una rigorosa impostazione storica, gli artisti
risultano inseriti per lo più nei loro confini nazionali e collocati
secondo una successione cronologica scandita dalla data di nascita.
Per quanto interessata ad una panoramica europea del Novecento,
la collezionista si era opportunamente preoccupata di non trascurare
le radici ottocentesche dell'arte del Novecento. Per alcune
nazioni la raccolta prende perciò avvio da artisti già vissuti
nella prima metà dell'Ottocento, per altre invece da grafici
degli ultimi anni del secolo o dei primi del Nove.
Pur rimanendo fedele alla classificazione degli incisori per
nazione di appartenenza, la Tabarroni non ha ignorato alcuni
validi grafici la cui terra di origine non è stata inclusa in
collezione perché, a suo parere, non esprimeva una tradizione
culturale autonoma; li ha dunque assimilati alla loro patria
adottiva, estendendo lo stesso principio a grafici non europei
che hanno contribuito in modo fondamentale all'arte del Vecchio
Continente. Così, tra le opere selezionate per la mostra, verificheremo
che il russo Vasilij Kandisnkij risulta "ospite" della Germania,
mentre tra gli "ospiti" della Francia figurano il romeno Victor
Brauner, il polacco Louis Marcoussis e i russi Marc Chagall,
Ossip Zadkine e Serge Poliakoff. Viceversa, la Tabarroni ha
riportato nel loro Benelux originario, Pierre Alechinsky, Corneille,
Karel Appel, Paul Delvaux, Kees van Dongen, Magritte, Raoul
Ubac, in quanto discendenti a tutti gli effetti dell'espressionismo
nordico, declinato in una autonoma versione locale, e del movimento
di reazione del "De Stij1". L'arco intero della storia dell'incisione
europea nel secolo XX è illustrato sia da personalità di primo
piano, sia da figure meno familiari al grande pubblico. Infatti,
la collezione documenta con chiarezza le diverse correnti artistiche
del Novecento, dalle più famose (Liberty, Cubismo, Espressionismo),
a quelle meno note (nell'ambito del Vorticismo inglese la mostra
espone linoleum di Claude Flight e di Sybil Andrews). Scorrendo,
ad esempio, i fogli degli artisti tedeschi vediamo documentati
il tardo Impressionismo, la Secessione di Monaco, l'Espressionismo
della Brücke e del Blaue Reiter, il razionalismo del Bauhaus,
la Neue Sachlichkeit, fino alle più recenti esperienze contemporanee.
La grafica svizzera del XX secolo è altrettanto efficacemente
esemplificata da artisti appartenenti alle diverse tendenze
sviluppatesi tra la fine dell'Ottocento e gli anni Ottanta del
Novecento, tra cui Cuno Amiet, Ignaz Epper, Max Bill, nonché
dalle figure più significative di Berna (Paul Klee), di Basilea
(Kurt Seligmann), di Ginevra (Alberto Giacometti), di Losanna
(Félix Vallotton) e da personalità di rilievo della Scuola zurighese
dell'arte abstrakt-konkret. In un contesto così sistematico
non mancano le stampe rare, da considerarsi veri e propri capolavori;
sono esposte, tra le altre, Les drames de la mer Bretagne di
Paul Gauguin (1889), l'Etude de femme di Henri de Toulouse Lautrec
(1893), il Ritratto del Dr. A. di Edvard Munch (1895), Les baigneurs
di Paul Cézanne (1898), Fränzi di Erich Heckel (1911), Fox di
Georges Braque (1911), la Natura morta con panneggio di Giorgio
Morandi (1931), L'homme au chien di Pablo Picasso (1914), Mädchen
di Egon Schiele (1918), L'aquafortiste di Jules de Bruycker
(1930 ca) e Amanti di Carlo Carrà (1927).
Marzia Faietti
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