Campagna di sensibilizzazione dalla rete per la rete e i suoi fruitori.

Net.art for Cesvi
Progetto in fase di ideazione
Nell'Africa a sud del Sahara, l'AIDS sta sterminando più di una generazione. Di intere famiglie restano solo gli anziani con frotte di nipoti. Gli orfanotrofi scoppiano. Il sistema sanitario e tutta l'economia sono in ginocchio. Ci sono paesi dove una donna incinta su tre è sieropositiva e, senza nemmeno saperlo, contagia il suo bambino. Nella gravidanza o durante il parto o con l'allattamento, più di 1.000.000 di bambini africani sono diventati sieropositivi.
Più dei numeri, queste foto realizzare in un reportage da Giovanni Diffidenti nello Zimbabwe ci fanno comprendere le dimensioni di una tragedia epocale.Ma proprio queste foto dallo Zimbabwe testimoniano anche un progetto di grande speranza. Nel marzo 2001, nell'ospedale Saint Albert è partito un intervento del Cesvi per fermare il contagio dell'HIV tra madre e figlio. Le donne incinte del distretto vengono sensibilizzate perchè si sottopongano al test. Quelle sieropositive sono aiutate anche psicologicamente. Prima del parto vengono trattate con Nevirapina, un antiretrovirale a basso costo. Il parto è assistito e anche al neonato viene somministrata la Nevirapina. Il sostegno - anche economico - continua durante l'allattamento che deve essere interrotto al terzo mese, fino al test finale del bambino al suo 18° mese. Il 9 maggio 2001 è nato il primo bambino dello Zimbabwe trattato con il farmaco della speranza. Sua madre l'ha chiamato Takunda che significa "vittoria".

Visita il sito www.cesvi.org

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